"Tincolini possiede una solida e profonda conoscenza 'artigianale' dello scolpire, sviluppata negli anni della formazione attraverso un lungo apprendistato nella bottega di uno scultore, e in seguito arricchita da uno stage presso una fonderia di Pietrasanta.

Queste esperienze gli hanno rivelato le molteplici sfaccettature della pratica scultorea: la resistenza dei materiali che sfida e stimola l'immaginazione e la creatività; lo sforzo titanico che fonde concetto e idea con la tensione muscolare, incanalando gli atomi verso la forma immaginata.

La precisione del gesto, suggerita dalla materia stessa, e il ritmo sincopato dello scolpire - l'alternarsi di pause, meditazioni e correzioni nei voli arditi dell'immaginazione - sono vincolati dalla natura inflessibile del marmo, che non concede ripensamenti né revisioni.

L'instancabile disciplina a cui Tincolini si è sottoposto dopo aver conseguito il diploma accademico ha ulteriormente rafforzato le sue convinzioni. Queste sono diventate il fondamento del suo duplice percorso: uno di continua sperimentazione di nuove soluzioni e dialoghi tra elementi concettuali e formali, nuovi viaggi tra mano e mente; e l'altro - un percorso sempre intersecato e intrecciato al primo - di iniettare un 'pensiero artigianale' nella tecnologia, infondendole un senso di umanesimo.

Come affermato all'inizio, la scultura è forse la più antropologica delle arti, poiché mette l'essere umano di fronte all'origine titanica della propria natura - il richiamo ancestrale e totemico della forma solida, specialmente di fronte a un'opera plastica capace di evocare stupore, ammirazione e profonda riflessione.

Le opere presentate in galleria funzionano come catalizzatori capaci di scuotere lo spettatore dal torpore del consumo mediatico-tecnologico a cui ci siamo abituati nella nostra società iperconnessa. 'Costringono' a un atteggiamento proattivo, sollecitando una riflessione soggettiva e un'ulteriore esplorazione narrativa.

Come dimostrano le opere esposte, Tincolini riesce ad armonizzare le principali correnti della scultura contemporanea: da un lato, la dimensione radicata nella materialità e nell'artigianato fisico, che si allinea più o meno strettamente con la figurazione tradizionale; e dall'altro, la corrente più ludica e sovversiva legata alle dinamiche Pop e Dada, che ha aperto la strada all'espansione della scultura nei territori dell'installazione, del design e dell'architettura."

Alessandro Romanini